lunedì 3 ottobre 2011

A questo serve l'utopia: per camminare.

Ho passato tanto, troppo tempo a pensare e a convicermi che gli ideali, i principi per cui lottare e i "sogni" siano ormai inutili. Inutili perché inascoltati, difficili da realizzare, oppure passati di moda in un mondo nel quale vigono ben altre leggi, quelle del profitto, della furbizia, del tornaconto personale. Lo si vede pressoché ovunque: basta accendere la televisione, o anche solo cercare un lavoro, approcciarsi con la gente in certi ambienti. Sembra sempre più una corsa, a chi riesce prima e meglio a fregare gli altri e a portarsi a casa più benefici possibili. Il nostro sistema politico è la più grande dimostrazione di come a vincere siano la spregiudicatezza e la noncuranza del bene pubblico. Non si pensa più al domani, è solo la corsa all'aggiudicarsi di più e con meno sforzo possibile ad avere la meglio.
Bene, è proprio in contesti come questo, in cui gli ideali, quelli veri e sinceri, servono più che mai. Non con ingenuità, perbenismo oppure astrazione. Servono nel guidare ogni nostra piccola scelta quotidiana, ogni nostro gesto con le persone, ogni azione e pensiero. Servono a non farci smarrire nel caos, quello che si promuove sotto vari fronti e che è il meccanismo che favorisce il potere e il menefreghismo. Servono a non farci dimenticare di lottare per il nostro futuro, quello che vorremmo costruire per il mondo di domani.

A questo serve l'utopia: per camminare.