venerdì 24 settembre 2010

Quando un cane è d'oro...

...Provare per credere! Tito, Drupi, Elia e Marie sono solo alcuni dei cani che hanno più bisogno di una casa, perchè non più giovincelli ma sono anche pronti ad un'adozione visti il buon lavoro svolto da molto tempo coi volontari e i responsabili del canile e le loro ottime attitudini (sono ben socializzati con le persone e gli altri cani e non hanno nessun tipo di disturbo comportamentale). Loro, e tanti altri, si trovano al canile rifugio Paquito, a Fontaneto d'Agogna. http://www.canilerifugiopaquito.com/

Tito (e i massaggi...)

Drupi (ADOTTATO!!!!!!)

Elia e Marie

Monologhi interiori pt.2

J: sai cosa ti direi? Continua a cercare. Continua a cercarti. Cercati tra le mille cose che fai, cercati tra le persone e i loro sguardi, tra le circostanze fortuite che la vita ti regala, ma anche tra i momenti di solitudine, di silenzio, di vuoto. Non trascurare nessun luogo, nessun momento.
S:non so cosa cercare. Come posso cercare qualcosa se non so che cosa sia?
J:se sapessi cosa cercare la tua ricerca non avrebbe più senso di essere tale. Sarebbe la meta, sarebbe il ritrovamento. Non trovi?
S:ma cercare qualcosa che non ha nome, che non ha volto, che non ha consistenza è come andare alla cieca. Le possibilità di riuscirci sono tendenti allo zero assoluto.
J:la pienezza non ha nome, né volto, né consistenza. Perché è quella che stai cercando, non è forse così?
S:io cerco il vuoto e la completezza allo stesso tempo, l'amore e la solitudine, la presenza e la mancanza. Cerco la possibilità di non abbattere le contraddizioni. Cerco clemenza verso me stessa, cerco comprensione e allo stesso tempo inflessibilità. Cerco la capacità di dire no e di esserne felice, cerco l'umiltà dell'ignorare che va verso la conoscenza.
J:ti sento cambiata. Sento che ora sai prenderti per mano, e parlarti. Prima cercavi gli altri per riuscirci. Ora ti basterebbe un po' di silenzio per avere un profondo dialogo con te stessa.
S:non so se sia davvero così. So che se non ti vuoi fermare, devi avere il coraggio di attraversare tutte le contraddizioni, viverle fino in fondo, succhiare loro il midollo, senza paura di esserne annientato. Se non lo vuoi davvero, niente ti annienterà, mai.
J:si sono ribaltati i ruoli, forse? Tu sei il maestro, il consigliere, il saggio, e io l'ascoltatore, l'allievo maldestro?
S:tu sei sempre stato entrambe le cose, come del resto io. Il dialogo è una finzione che hai creato tu, lo sai vero? In realtà io e te siamo la stessa persona. Io avevo soltanto bisogno di far dire a qualcun altro certe parole che pensavo non mi potessero appartenere. Ma sono sempre state mie, e io sono sempre stata coraggiosa. Solo che non me ne rendevo conto.
J:già. Tu sei il maestro e l'allievo allo stesso tempo, lo sarai sempre nella tua vita. Ci saranno sempre dei momenti in cui insegnerai e altri in cui starai in silenzio ad ascoltare. E non ti devi stupire delle contraddizioni. La vita stessa lo è. Il punto è saper vedere al di là. Ricordi? La linea sottile, il velo al di là del quale troverai te stesso? Tutto è già compreso in te. Tu sei nato completo. Non devi cercare nulla di esterno.
S: e allora perché ci affanniamo tanto a riempirci la vita di cose, persone e circostanze?
J: perché senza quelle cose, persone e circostanze, la pienezza del nostro essere rimarrebbe solo un potenziale, rimarrebbe inespressa, non vissuta, assopita. Ma il traguardo, la completezza, non sono lontani e immaginati. Sono la nostra essenza. Scoprili, dai loro la possibilità di esprimersi.

lunedì 13 settembre 2010

ancora pensieri altrui...

Ciò che succede, succede per una necessità,
una penosa inquietudine, un desiderio straziante.
Ogni necessità reca anche ciò che è necessario.
Il dolore porta con sé la cura, come un bimbo.
Una volta qualcuno domandò a un grande maestro cosa fosse il Sufismo:
"Il sentimento di gioia di fronte a un'improvvisa delusione".
Non disperate per ciò che non accade.
A volte quel che non accade ci salva dalle catastrofi che potrebbero accadere.

Rumi

venerdì 10 settembre 2010




"Il tempo è un fiume che mi trascina, ma io sono il fiume; è una tigre che mi sbrana, ma io sono la tigre; è un fuoco che mi divora, ma io sono il fuoco."

Jorge Luis Borges

mercoledì 8 settembre 2010

Su il punto e l'a capo

Stavo pensando quanto a volte sia necessario tirare un punto a capo.

Anche solo metaforicamente o simbolicamente, senza necessità di gesti clamorosi. Abbandonare qualcosa, cancellare, perdere un'abitudine. Non importa se poi in qualche modo quel qualcosa lascia una scia dentro di te e inconsapevolmente continui a essere quello di allora. L'importante, per me, è sentire quella necessità. Necessità di cambiare idea, smontare presupposti, dimostrare a me stessa che posso essere anche altro da quello che sono sempre stata. In fondo non conta cosa stai abbandonando e cosa vai cercando: è la capacità di ricominciare a inventare che ha valore.

domenica 5 settembre 2010

"L’arroganza del mondo industriale moderno non riconosce la validità della fede in un universo compassionevole dove l’essere umano è parte intima della natura, e a quest’ultima profondamente legato. In India ci siamo appena trasformati in un Paese che ha ripudiato gli usi antichi sostituendoli con quelli moderni, che lasciano poco spazio ai poveri, all’ambiente o alle generazioni future. La scienza senza moralità ci riconduce a un’affermazione del direttore del macello di Kerala, il quale disse che le mucche devono essere uccise a colpi di martello per produrre carne più tenera. Piccioni, conigli, rane, ratti e lombrichi devono essere aperti vivi per soddisfare la curiosità dei quattordicenni, in modo che essi possano imparare velocemente a essere insensibili e adattarsi così al mondo moderno.

Ma quanto durerà questo mondo moderno? Se un centinaio di specie possono sparire in un mese, se le tigri hanno solo cinque anni di vita, a questo ritmo di uccisioni, quanto tempo abbiamo noi? Cosa ci faccio con un macchinone o con una casa in marmo se durante il processo di estrazione dei metalli per quella macchina e la distruzione delle montagne per quel marmo, la mia acqua e la mia aria diventeranno inutilizzabili? Eknath Easwaran dice che un Paese dovrebbe essere misurato non in base al suo prodotto nazionale lordo, ma in base alla sua grande filosofia nazionale, che mantiene sani e felici i propri cittadini.

Guardate negli occhi una capra che aspetta il suo turno per essere uccisa, ascoltate le urla del maiale quando viene infilzato. Fermatevi, e sentirete il battito del cuore del cervo a cui si dà la caccia, ascolterete il pianto del branco quando il bracconiere uccide un elefante. Ci vollero settanta pallottole per uccidere Bir Bahadur, l’elefante dell’Andaman, che fu cacciato e ucciso semplicemente perché si rifiutava di tirare i tronchi e, come affermò il dipartimento per le foreste, “era di cattivo esempio per gli altri elefanti”.

Trasformo il mio dolore e la mia rabbia in lavoro, fino a dire che il benessere animale è la chiave del benessere umano, che la compassione è una filosofia economica. Tengo piccole e grandi lezioni. Questa estate è stata molto calda, e milioni di uccelli sono morti a causa del caldo e della mancanza d’acqua. Questo è anche il periodo dei cocomeri. Ho detto a mio figlio che non avremmo mangiato cocomeri, ma li avremmo lasciati fuori a disposizione per gli uccelli. Abbiamo avuto centinaia di uccelli nel nostro piccolo giardino. È stata una gioia guardarli; ci hanno portato in dono i semi degli alberi, che ho messo nei vasi e distribuito ai vicini. Il nostro giardino è così pieno di alberi che abbiamo una temperatura molto più fresca di qualsiasi altra casa che conosco. Ho avuto la mia ricompensa nel canto degli uccelli e l’ho avuta nel veder maturare mio figlio. L’abuso degli animali e il degrado ambientale non sono mali necessari. Nessun male è necessario. Il male è presente fintanto che noi lo alimentiamo, dal momento in cui creiamo una connessione tra ciò che sappiamo e come ci comportiamo, il male crolla." Maneka Gandhi

(se volete leggere l'articolo intero: http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1147_il-benessere-animale-e-benessere-umano )

A volte penso che per agire, agire davvero, è necessario essere davvero molto molto incazzati. E perciò voglio tenermi la mia rabbia, ogni volta in cui penso a quante cose pessime succedono, e non farmela passare tanto facilmente. La rabbia è l'inizio di una presa di posizione, senza quella non si decide né si esce da convenzioni e abitudini consolidate. Perciò, spero di non lasciarmi distrarre mai dalla mia rabbia. Spero di riuscire a convogliarla in azioni e scelte. Spero di non scivolare mai nell'apatia e nella noncuranza.