J: sai cosa ti direi? Continua a cercare. Continua a cercarti. Cercati tra le mille cose che fai, cercati tra le persone e i loro sguardi, tra le circostanze fortuite che la vita ti regala, ma anche tra i momenti di solitudine, di silenzio, di vuoto. Non trascurare nessun luogo, nessun momento.
S:non so cosa cercare. Come posso cercare qualcosa se non so che cosa sia?
J:se sapessi cosa cercare la tua ricerca non avrebbe più senso di essere tale. Sarebbe la meta, sarebbe il ritrovamento. Non trovi?
S:ma cercare qualcosa che non ha nome, che non ha volto, che non ha consistenza è come andare alla cieca. Le possibilità di riuscirci sono tendenti allo zero assoluto.
J:la pienezza non ha nome, né volto, né consistenza. Perché è quella che stai cercando, non è forse così?
S:io cerco il vuoto e la completezza allo stesso tempo, l'amore e la solitudine, la presenza e la mancanza. Cerco la possibilità di non abbattere le contraddizioni. Cerco clemenza verso me stessa, cerco comprensione e allo stesso tempo inflessibilità. Cerco la capacità di dire no e di esserne felice, cerco l'umiltà dell'ignorare che va verso la conoscenza.
J:ti sento cambiata. Sento che ora sai prenderti per mano, e parlarti. Prima cercavi gli altri per riuscirci. Ora ti basterebbe un po' di silenzio per avere un profondo dialogo con te stessa.
S:non so se sia davvero così. So che se non ti vuoi fermare, devi avere il coraggio di attraversare tutte le contraddizioni, viverle fino in fondo, succhiare loro il midollo, senza paura di esserne annientato. Se non lo vuoi davvero, niente ti annienterà, mai.
J:si sono ribaltati i ruoli, forse? Tu sei il maestro, il consigliere, il saggio, e io l'ascoltatore, l'allievo maldestro?
S:tu sei sempre stato entrambe le cose, come del resto io. Il dialogo è una finzione che hai creato tu, lo sai vero? In realtà io e te siamo la stessa persona. Io avevo soltanto bisogno di far dire a qualcun altro certe parole che pensavo non mi potessero appartenere. Ma sono sempre state mie, e io sono sempre stata coraggiosa. Solo che non me ne rendevo conto.
J:già. Tu sei il maestro e l'allievo allo stesso tempo, lo sarai sempre nella tua vita. Ci saranno sempre dei momenti in cui insegnerai e altri in cui starai in silenzio ad ascoltare. E non ti devi stupire delle contraddizioni. La vita stessa lo è. Il punto è saper vedere al di là. Ricordi? La linea sottile, il velo al di là del quale troverai te stesso? Tutto è già compreso in te. Tu sei nato completo. Non devi cercare nulla di esterno.
S: e allora perché ci affanniamo tanto a riempirci la vita di cose, persone e circostanze?
J: perché senza quelle cose, persone e circostanze, la pienezza del nostro essere rimarrebbe solo un potenziale, rimarrebbe inespressa, non vissuta, assopita. Ma il traguardo, la completezza, non sono lontani e immaginati. Sono la nostra essenza. Scoprili, dai loro la possibilità di esprimersi.