Mi piace demolire.
Trovo produttivo smontare, abbattere convinzioni e pilastri ideologici, finte sicurezze. Ovunque. Si annidano in ogni ambito quotidiano, nella nostra mente desiderosa di punti fermi anche se palesemente illusori, nelle nostre abitudini, nelle nostre tradizioni millenarie. Ogni gruppo o individuo, per definizione, ha bisogno di due cose per darsi un'identità: delle peculiarità interne e dei confini con l'esterno, dei metodi di differenziazione dagli Altri. Riflettendo su queste questioni, molti filosofi e studiosi di ogni tempo si sono soffermati sulla questione della Barbarie (Montaigne, Kant, Darwin, Erodoto, Herder..) Non sono barbari i costumi, le usanze particolari ed esotiche ai nostri occhi. Barbaro è il giudizio. Barbari siamo noi tutti ogni qualvolta tentiamo di mettere paletti identitari fasulli, ogni volta che giudichiamo gli altri, ogni volta che aderiamo in maniera acritica e incondizionata ai nostri costumi. Ogni volta che diamo a quei costumi, socialmente e storicamente costruiti, una parvenza di naturalezza, sottraendoli al flusso culturale che li ha prodotti, alla nostra cosciente opera di costruzione. Se barbari siamo noi tutti, allora, cadono quei presupposti di superiorità. Barbari siamo noi occidentali come i Pigmei Bambuti del Congo. Barbari siamo tutti noi, quando difendiamo ad oltranza le nostre costruzioni culturali dalla minaccia dell'anonimato e della molteplicità.
Mi piace quel tipo di ragionamento volto a mettere in crisi, a rimescolare le carte, a demolire. Perchè se non lo facciamo costantemente, saremo sempre dei prigionieri inconsapevoli di esserlo. Prigionieri di ideologie preconfezionate, di slogan politici, di scappatoie comode. Invece pensare, leggere, essere diffidenti, andare alla ricerca, spesso nei posti più impensati.
Un esempio è come anche l'ambito della malattia e della cura sia estremamente legato al contesto culturale, tant'è che se un immigrato senegalese presenta certi disturbi, probabilmente non guarisce applicandogli la stessa cura che per noi sarebbe consona. Assurdità, ci verrebbe da dire: la malattia è studiata dalla scienza, noi abbiamo i presupposti universali per curare. Invece agiscono molteplici fattori: il vissuto personale di queste persone, come le loro culture elaborano la sofferenza e come viene incanalata, i modi per definire la persona. Come le esperienze della trance e della possessione in certi contesti siano gli unici metodi efficaci per evitare che la sofferenza individuale deragli in follia, e come allo stesso modo queste esperienze costituiscano dei sistemi molto potenti per assicurare la continuità generazionale, la memoria collettiva, la costituzione di un sapere che rende la persona consapevole di sé e del proprio corpo. L'etnopiscologia ci insegna a relativizzare le nostre categorie anche in ambito piscologico, scientifico, medico, per dimostrare come la scienza occidentale sia solo uno tra i modi socialmente utilizzati ed efficaci.
sabato 19 giugno 2010
giovedì 3 giugno 2010
Memorie di (in)civiltà
Il Requierimento è il documento letto per la prima volta agli abitanti delle Isole Antille, nel 1514, ( e poi ogni qualvolta i conquistatori si imbattevano nei locali) per legittimare la Conquista spagnola. Alla faccia di uno stato civile, questo scritto è stato prodotto da giuristi e teologi, insomma persone delle più istruite, per fornire un fondamento "legale" a quella che è stata alla fine un'opera immensa di distruzione, come solo noi sappiamo fare. E il tutto in nome della nostra superiorirà morale, politica, economica e soprattutto religiosa. Ma il Cinquecento non veniva dopo il Medioevo? Credo che sia necessario relativizzare lo splendore di certi periodi storici. Non solo l'epoca delle scoperte, dell'arte, della ragione: anche l'epoca della Barbarie. E così ogni epoca. Non c'è progresso reale, finchè si vuole assoggettare e distruggere l'Altro. Le parole di cui la nostra filosofia si riempie la bocca, svaniscono come neve al sole.
Ripropongo alcune parti del documento sopra citato. Anche se sembra una barzelletta, è stato letto a migliaia di indigeni legati, torturati, terrorizzati mentalmente dall'impatto dei conquistatori. L'impressione è che gli stessi principi di superiorità e violenza si ripropongano oggi, anche se la forma è mutata. Il 2010 come il 1514. La storia è circolare. Siamo noi a volerla così. Forse il progresso reale ci terrorizza.
"Da parte del re Don Ferdinando, e di Donna Giovanna, sua figlia, regina di Castiglia e Léon, di Aragona, delle Due Sicilie [...] dominatori delle nazioni barbare, noi loro servitori Vi notifichiamo e rendiamo noto al meglio delle nostre possibilità, che il Signore nostro Dio, Eterno creatore del Cielo e della Terra e di un uomo e una [[Eva donna] di cui voi e noi, tutti gli uomini della Terra fummo e siamo discendenti, a di tutti quelli che verranno dopo di noi. Ma, in conseguenza delle moltitudini che sono scaturite da quest’ uomo e donna originari nei cinquemila anni da quando il mondo è stato creato, fu necessario che alcuni uomini andassero in una direzione e altri in altre, e che essi si dividessero in molti regni e province, poiché in uno soltanto non avrebbero potuto sostentarsi.
Di tutte queste nazioni Dio nostro Signore dette incarico a un uomo, di nome S. Pietro, che fosse il Signore e Superiore di tutti gli uomini nel mondo, acciocché tutti lo obbedissero e che egli dovesse essere il capo dell’intera razza umana, dovunque gli uomini vivessero e sotto qualunque legge, setta o credo essi dovessero porsi; ed egli gli dette il mondo come suo regno e giurisdizione.
Ed egli gli ordinò di collocare in Roma la sua sede, come il luogo più adatto a governare il mondo; ma gli permise anche di avere la propria sede in ogni altra parte del mondo, e di giudicare e governare tutti i Cristiani, Mori, Ebrei, Gentili e ogni altra setta. Questo uomo si chiamò Papa, cioè a dire, Padre Grande e meraviglioso e Governatore degli uomini. Gli uomini che vissero in quel tempo obbedirono a S. Pietro e lo riconobbero per loro Signore, Re e Superiore nell’universo; e allo stesso modo essi riconobbero gli altri che in seguito sono stati eletti al Pontificato, e così le cose sono continuate fino al presente e continueranno fino alla fine del mondo.
Uno di questi pontefici, che succedette a quel S. Pietro come Signore del mondo, nella dignità e nella sede che ho prima menzionato, fece dono di queste isole e Terra ferma al sopra menzionato Re e Regina e ai loro successori, nostri signori, con tutto ciò che in questi territori si trova, come è descritto in certi scritti che sono stati composti sull’argomento e che potete vedere se lo desiderate.
Così le loro Altezze sono Re e Signori di queste isole e terre di Terra ferma in virtù di questa donazione: e alcune isole e in verità quasi tutti coloro ai quali ciò è stato notificato hanno ricevuto e servito le loro Altezze come signori e re al modo in cui i sudditi debbono fare, con buona volontà, senza alcuna resistenza, immediatamente e senza indugio, quando sono stati informati dei fatti sopra menzionati.
Ed essi hanno inoltre ricevuto e obbedito i preti che le loro Altezze inviarono per predicare alla loro volta a insegnare loro la nostra Santa Fede; e tutti questi, di loro spontanea volontà, senza ricompensa o condizione, sono divenuti Cristiani e tali sono, e le loro Altezze li hanno benignamente e gioiosamente accolti, e hanno inoltre ordinato che fossero trattati come loro sudditi e vassalli; e anche voi siete tenuti e obbligati a fare lo stesso. Perciò noi chiediamo, come meglio possiamo, e richiediamo a voi che consideriate ciò che vi è stato detto e prendiate il tempo che vi è necessario per comprendere e deliberare in merito, e che riconosciate la Chiesa come Governante e Superiore del mondo intero, e il sommo sacerdote chiamato Papa, e in suo nome il Re e la Donna Giovanna nostri signori, in sua vece, come superiori e signori di queste isole e di questa Terra Ferma in virtù della detta donazione, e che consentiate e diate luogo che questi padri religiosi debbano dichiarare e predicare alla vostra volta la sopradetta parola.
Se farete in questo modo, farete bene e ciò che voi siete obbligati a fare nei confronto delle loro Altezze, e noi in loro nome vi riceveremo con tutto l’amore e la carità e vi lasceremo, con le vostri mogli e figli e terre, liberi, senza servitù, sì che voi possiate disporre di essi e di voi stessi liberamente e nel modo che vi piaccia e riteniate meglio, ed essi non vi costringeranno a farvi Cristiani, a meno che voi stessi, una volta informati della verità, non vogliate convertirvi alla nostra Santa Fede Cattolica, come quasi tutti gli abitanti delle restanti isole hanno fatto. E, oltre a questo, le loro Altezze vi accordano molti privilegi ed esenzioni e vi conferiranno molti benefici.
Ma, se voi non fate questo e con malizia frapponete ritardi, io vi dichiaro che, con l’aiuto di Dio, noi faremo ingresso con la forza nel vostro paese e vi faremo guerra in tutti i modi e maniere che potremo e vi assoggetteremo al giogo e all’obbedienza della Chiesa e delle loro Altezze; vi prenderemo le vostre mogli e figli e ne faremo degli schiavi e come tali li venderemo e ne disporremo come vogliano ordinare le loro Altezze, e vi prenderemo i vostri beni e vi faremo tutto il male e i danni che possiamo, come a vassalli che non obbediscono e rifiutano di riconoscere il loro Signore, e gli resistano e lo contraddicano; e dichiariamo che le morti e le perdite che da questo deriveranno sono vostra colpa e non delle loro Altezze o nostre, né dei cavalieri che vengono con noi. E che noi abbiamo pronunciato la presente dichiarazione e fatta la presente Richiesta, chiediamo che il notaio qui presente ci dia la sua testimonianza scritta, e chiediamo che tutto il resto di coloro che sono presenti siano testimoni di questa Richiesta."
Ripropongo alcune parti del documento sopra citato. Anche se sembra una barzelletta, è stato letto a migliaia di indigeni legati, torturati, terrorizzati mentalmente dall'impatto dei conquistatori. L'impressione è che gli stessi principi di superiorità e violenza si ripropongano oggi, anche se la forma è mutata. Il 2010 come il 1514. La storia è circolare. Siamo noi a volerla così. Forse il progresso reale ci terrorizza.
"Da parte del re Don Ferdinando, e di Donna Giovanna, sua figlia, regina di Castiglia e Léon, di Aragona, delle Due Sicilie [...] dominatori delle nazioni barbare, noi loro servitori Vi notifichiamo e rendiamo noto al meglio delle nostre possibilità, che il Signore nostro Dio, Eterno creatore del Cielo e della Terra e di un uomo e una [[Eva donna] di cui voi e noi, tutti gli uomini della Terra fummo e siamo discendenti, a di tutti quelli che verranno dopo di noi. Ma, in conseguenza delle moltitudini che sono scaturite da quest’ uomo e donna originari nei cinquemila anni da quando il mondo è stato creato, fu necessario che alcuni uomini andassero in una direzione e altri in altre, e che essi si dividessero in molti regni e province, poiché in uno soltanto non avrebbero potuto sostentarsi.
Di tutte queste nazioni Dio nostro Signore dette incarico a un uomo, di nome S. Pietro, che fosse il Signore e Superiore di tutti gli uomini nel mondo, acciocché tutti lo obbedissero e che egli dovesse essere il capo dell’intera razza umana, dovunque gli uomini vivessero e sotto qualunque legge, setta o credo essi dovessero porsi; ed egli gli dette il mondo come suo regno e giurisdizione.
Ed egli gli ordinò di collocare in Roma la sua sede, come il luogo più adatto a governare il mondo; ma gli permise anche di avere la propria sede in ogni altra parte del mondo, e di giudicare e governare tutti i Cristiani, Mori, Ebrei, Gentili e ogni altra setta. Questo uomo si chiamò Papa, cioè a dire, Padre Grande e meraviglioso e Governatore degli uomini. Gli uomini che vissero in quel tempo obbedirono a S. Pietro e lo riconobbero per loro Signore, Re e Superiore nell’universo; e allo stesso modo essi riconobbero gli altri che in seguito sono stati eletti al Pontificato, e così le cose sono continuate fino al presente e continueranno fino alla fine del mondo.
Uno di questi pontefici, che succedette a quel S. Pietro come Signore del mondo, nella dignità e nella sede che ho prima menzionato, fece dono di queste isole e Terra ferma al sopra menzionato Re e Regina e ai loro successori, nostri signori, con tutto ciò che in questi territori si trova, come è descritto in certi scritti che sono stati composti sull’argomento e che potete vedere se lo desiderate.
Così le loro Altezze sono Re e Signori di queste isole e terre di Terra ferma in virtù di questa donazione: e alcune isole e in verità quasi tutti coloro ai quali ciò è stato notificato hanno ricevuto e servito le loro Altezze come signori e re al modo in cui i sudditi debbono fare, con buona volontà, senza alcuna resistenza, immediatamente e senza indugio, quando sono stati informati dei fatti sopra menzionati.
Ed essi hanno inoltre ricevuto e obbedito i preti che le loro Altezze inviarono per predicare alla loro volta a insegnare loro la nostra Santa Fede; e tutti questi, di loro spontanea volontà, senza ricompensa o condizione, sono divenuti Cristiani e tali sono, e le loro Altezze li hanno benignamente e gioiosamente accolti, e hanno inoltre ordinato che fossero trattati come loro sudditi e vassalli; e anche voi siete tenuti e obbligati a fare lo stesso. Perciò noi chiediamo, come meglio possiamo, e richiediamo a voi che consideriate ciò che vi è stato detto e prendiate il tempo che vi è necessario per comprendere e deliberare in merito, e che riconosciate la Chiesa come Governante e Superiore del mondo intero, e il sommo sacerdote chiamato Papa, e in suo nome il Re e la Donna Giovanna nostri signori, in sua vece, come superiori e signori di queste isole e di questa Terra Ferma in virtù della detta donazione, e che consentiate e diate luogo che questi padri religiosi debbano dichiarare e predicare alla vostra volta la sopradetta parola.
Se farete in questo modo, farete bene e ciò che voi siete obbligati a fare nei confronto delle loro Altezze, e noi in loro nome vi riceveremo con tutto l’amore e la carità e vi lasceremo, con le vostri mogli e figli e terre, liberi, senza servitù, sì che voi possiate disporre di essi e di voi stessi liberamente e nel modo che vi piaccia e riteniate meglio, ed essi non vi costringeranno a farvi Cristiani, a meno che voi stessi, una volta informati della verità, non vogliate convertirvi alla nostra Santa Fede Cattolica, come quasi tutti gli abitanti delle restanti isole hanno fatto. E, oltre a questo, le loro Altezze vi accordano molti privilegi ed esenzioni e vi conferiranno molti benefici.
Ma, se voi non fate questo e con malizia frapponete ritardi, io vi dichiaro che, con l’aiuto di Dio, noi faremo ingresso con la forza nel vostro paese e vi faremo guerra in tutti i modi e maniere che potremo e vi assoggetteremo al giogo e all’obbedienza della Chiesa e delle loro Altezze; vi prenderemo le vostre mogli e figli e ne faremo degli schiavi e come tali li venderemo e ne disporremo come vogliano ordinare le loro Altezze, e vi prenderemo i vostri beni e vi faremo tutto il male e i danni che possiamo, come a vassalli che non obbediscono e rifiutano di riconoscere il loro Signore, e gli resistano e lo contraddicano; e dichiariamo che le morti e le perdite che da questo deriveranno sono vostra colpa e non delle loro Altezze o nostre, né dei cavalieri che vengono con noi. E che noi abbiamo pronunciato la presente dichiarazione e fatta la presente Richiesta, chiediamo che il notaio qui presente ci dia la sua testimonianza scritta, e chiediamo che tutto il resto di coloro che sono presenti siano testimoni di questa Richiesta."
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