giovedì 3 giugno 2010

Memorie di (in)civiltà

Il Requierimento è il documento letto per la prima volta agli abitanti delle Isole Antille, nel 1514, ( e poi ogni qualvolta i conquistatori si imbattevano nei locali) per legittimare la Conquista spagnola. Alla faccia di uno stato civile, questo scritto è stato prodotto da giuristi e teologi, insomma persone delle più istruite, per fornire un fondamento "legale" a quella che è stata alla fine un'opera immensa di distruzione, come solo noi sappiamo fare. E il tutto in nome della nostra superiorirà morale, politica, economica e soprattutto religiosa. Ma il Cinquecento non veniva dopo il Medioevo? Credo che sia necessario relativizzare lo splendore di certi periodi storici. Non solo l'epoca delle scoperte, dell'arte, della ragione: anche l'epoca della Barbarie. E così ogni epoca. Non c'è progresso reale, finchè si vuole assoggettare e distruggere l'Altro. Le parole di cui la nostra filosofia si riempie la bocca, svaniscono come neve al sole.

Ripropongo alcune parti del documento sopra citato. Anche se sembra una barzelletta, è stato letto a migliaia di indigeni legati, torturati, terrorizzati mentalmente dall'impatto dei conquistatori. L'impressione è che gli stessi principi di superiorità e violenza si ripropongano oggi, anche se la forma è mutata. Il 2010 come il 1514. La storia è circolare. Siamo noi a volerla così. Forse il progresso reale ci terrorizza.


"Da parte del re Don Ferdinando, e di Donna Giovanna, sua figlia, regina di Castiglia e Léon, di Aragona, delle Due Sicilie [...] dominatori delle nazioni barbare, noi loro servitori Vi notifichiamo e rendiamo noto al meglio delle nostre possibilità, che il Signore nostro Dio, Eterno creatore del Cielo e della Terra e di un uomo e una [[Eva donna] di cui voi e noi, tutti gli uomini della Terra fummo e siamo discendenti, a di tutti quelli che verranno dopo di noi. Ma, in conseguenza delle moltitudini che sono scaturite da quest’ uomo e donna originari nei cinquemila anni da quando il mondo è stato creato, fu necessario che alcuni uomini andassero in una direzione e altri in altre, e che essi si dividessero in molti regni e province, poiché in uno soltanto non avrebbero potuto sostentarsi.

Di tutte queste nazioni Dio nostro Signore dette incarico a un uomo, di nome S. Pietro, che fosse il Signore e Superiore di tutti gli uomini nel mondo, acciocché tutti lo obbedissero e che egli dovesse essere il capo dell’intera razza umana, dovunque gli uomini vivessero e sotto qualunque legge, setta o credo essi dovessero porsi; ed egli gli dette il mondo come suo regno e giurisdizione.

Ed egli gli ordinò di collocare in Roma la sua sede, come il luogo più adatto a governare il mondo; ma gli permise anche di avere la propria sede in ogni altra parte del mondo, e di giudicare e governare tutti i Cristiani, Mori, Ebrei, Gentili e ogni altra setta. Questo uomo si chiamò Papa, cioè a dire, Padre Grande e meraviglioso e Governatore degli uomini. Gli uomini che vissero in quel tempo obbedirono a S. Pietro e lo riconobbero per loro Signore, Re e Superiore nell’universo; e allo stesso modo essi riconobbero gli altri che in seguito sono stati eletti al Pontificato, e così le cose sono continuate fino al presente e continueranno fino alla fine del mondo.

Uno di questi pontefici, che succedette a quel S. Pietro come Signore del mondo, nella dignità e nella sede che ho prima menzionato, fece dono di queste isole e Terra ferma al sopra menzionato Re e Regina e ai loro successori, nostri signori, con tutto ciò che in questi territori si trova, come è descritto in certi scritti che sono stati composti sull’argomento e che potete vedere se lo desiderate.

Così le loro Altezze sono Re e Signori di queste isole e terre di Terra ferma in virtù di questa donazione: e alcune isole e in verità quasi tutti coloro ai quali ciò è stato notificato hanno ricevuto e servito le loro Altezze come signori e re al modo in cui i sudditi debbono fare, con buona volontà, senza alcuna resistenza, immediatamente e senza indugio, quando sono stati informati dei fatti sopra menzionati.

Ed essi hanno inoltre ricevuto e obbedito i preti che le loro Altezze inviarono per predicare alla loro volta a insegnare loro la nostra Santa Fede; e tutti questi, di loro spontanea volontà, senza ricompensa o condizione, sono divenuti Cristiani e tali sono, e le loro Altezze li hanno benignamente e gioiosamente accolti, e hanno inoltre ordinato che fossero trattati come loro sudditi e vassalli; e anche voi siete tenuti e obbligati a fare lo stesso. Perciò noi chiediamo, come meglio possiamo, e richiediamo a voi che consideriate ciò che vi è stato detto e prendiate il tempo che vi è necessario per comprendere e deliberare in merito, e che riconosciate la Chiesa come Governante e Superiore del mondo intero, e il sommo sacerdote chiamato Papa, e in suo nome il Re e la Donna Giovanna nostri signori, in sua vece, come superiori e signori di queste isole e di questa Terra Ferma in virtù della detta donazione, e che consentiate e diate luogo che questi padri religiosi debbano dichiarare e predicare alla vostra volta la sopradetta parola.

Se farete in questo modo, farete bene e ciò che voi siete obbligati a fare nei confronto delle loro Altezze, e noi in loro nome vi riceveremo con tutto l’amore e la carità e vi lasceremo, con le vostri mogli e figli e terre, liberi, senza servitù, sì che voi possiate disporre di essi e di voi stessi liberamente e nel modo che vi piaccia e riteniate meglio, ed essi non vi costringeranno a farvi Cristiani, a meno che voi stessi, una volta informati della verità, non vogliate convertirvi alla nostra Santa Fede Cattolica, come quasi tutti gli abitanti delle restanti isole hanno fatto. E, oltre a questo, le loro Altezze vi accordano molti privilegi ed esenzioni e vi conferiranno molti benefici.

Ma, se voi non fate questo e con malizia frapponete ritardi, io vi dichiaro che, con l’aiuto di Dio, noi faremo ingresso con la forza nel vostro paese e vi faremo guerra in tutti i modi e maniere che potremo e vi assoggetteremo al giogo e all’obbedienza della Chiesa e delle loro Altezze; vi prenderemo le vostre mogli e figli e ne faremo degli schiavi e come tali li venderemo e ne disporremo come vogliano ordinare le loro Altezze, e vi prenderemo i vostri beni e vi faremo tutto il male e i danni che possiamo, come a vassalli che non obbediscono e rifiutano di riconoscere il loro Signore, e gli resistano e lo contraddicano; e dichiariamo che le morti e le perdite che da questo deriveranno sono vostra colpa e non delle loro Altezze o nostre, né dei cavalieri che vengono con noi. E che noi abbiamo pronunciato la presente dichiarazione e fatta la presente Richiesta, chiediamo che il notaio qui presente ci dia la sua testimonianza scritta, e chiediamo che tutto il resto di coloro che sono presenti siano testimoni di questa Richiesta."

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