"L’arroganza del mondo industriale moderno non riconosce la validità della fede in un universo compassionevole dove l’essere umano è parte intima della natura, e a quest’ultima profondamente legato. In India ci siamo appena trasformati in un Paese che ha ripudiato gli usi antichi sostituendoli con quelli moderni, che lasciano poco spazio ai poveri, all’ambiente o alle generazioni future. La scienza senza moralità ci riconduce a un’affermazione del direttore del macello di Kerala, il quale disse che le mucche devono essere uccise a colpi di martello per produrre carne più tenera. Piccioni, conigli, rane, ratti e lombrichi devono essere aperti vivi per soddisfare la curiosità dei quattordicenni, in modo che essi possano imparare velocemente a essere insensibili e adattarsi così al mondo moderno.
Ma quanto durerà questo mondo moderno? Se un centinaio di specie possono sparire in un mese, se le tigri hanno solo cinque anni di vita, a questo ritmo di uccisioni, quanto tempo abbiamo noi? Cosa ci faccio con un macchinone o con una casa in marmo se durante il processo di estrazione dei metalli per quella macchina e la distruzione delle montagne per quel marmo, la mia acqua e la mia aria diventeranno inutilizzabili? Eknath Easwaran dice che un Paese dovrebbe essere misurato non in base al suo prodotto nazionale lordo, ma in base alla sua grande filosofia nazionale, che mantiene sani e felici i propri cittadini.
Guardate negli occhi una capra che aspetta il suo turno per essere uccisa, ascoltate le urla del maiale quando viene infilzato. Fermatevi, e sentirete il battito del cuore del cervo a cui si dà la caccia, ascolterete il pianto del branco quando il bracconiere uccide un elefante. Ci vollero settanta pallottole per uccidere Bir Bahadur, l’elefante dell’Andaman, che fu cacciato e ucciso semplicemente perché si rifiutava di tirare i tronchi e, come affermò il dipartimento per le foreste, “era di cattivo esempio per gli altri elefanti”.
Trasformo il mio dolore e la mia rabbia in lavoro, fino a dire che il benessere animale è la chiave del benessere umano, che la compassione è una filosofia economica. Tengo piccole e grandi lezioni. Questa estate è stata molto calda, e milioni di uccelli sono morti a causa del caldo e della mancanza d’acqua. Questo è anche il periodo dei cocomeri. Ho detto a mio figlio che non avremmo mangiato cocomeri, ma li avremmo lasciati fuori a disposizione per gli uccelli. Abbiamo avuto centinaia di uccelli nel nostro piccolo giardino. È stata una gioia guardarli; ci hanno portato in dono i semi degli alberi, che ho messo nei vasi e distribuito ai vicini. Il nostro giardino è così pieno di alberi che abbiamo una temperatura molto più fresca di qualsiasi altra casa che conosco. Ho avuto la mia ricompensa nel canto degli uccelli e l’ho avuta nel veder maturare mio figlio. L’abuso degli animali e il degrado ambientale non sono mali necessari. Nessun male è necessario. Il male è presente fintanto che noi lo alimentiamo, dal momento in cui creiamo una connessione tra ciò che sappiamo e come ci comportiamo, il male crolla." Maneka Gandhi
(se volete leggere l'articolo intero: http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1147_il-benessere-animale-e-benessere-umano )
A volte penso che per agire, agire davvero, è necessario essere davvero molto molto incazzati. E perciò voglio tenermi la mia rabbia, ogni volta in cui penso a quante cose pessime succedono, e non farmela passare tanto facilmente. La rabbia è l'inizio di una presa di posizione, senza quella non si decide né si esce da convenzioni e abitudini consolidate. Perciò, spero di non lasciarmi distrarre mai dalla mia rabbia. Spero di riuscire a convogliarla in azioni e scelte. Spero di non scivolare mai nell'apatia e nella noncuranza.
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