Necessito di stare da sola con me stessa. Necessito di trattenere le parole, le stesse per qualcuno cosi conosciute come inedite per me. Necessito di non rubare al tempo il suo corso naturale, ma allo stesso modo non posso permettermi di aspettare. La mia unica valvola di sfogo è ricominciata ad essere lo spazio vuoto del web. Da una parte questo mi rattrista. [Non cerco risposte, non qui. Scrivo qui perchè, almeno apparentemente, mi sembra meno un soliloquio nella mia stanza, o, peggio ancora, nella mia mente.] Dall'altra, per una benemerita volta, smetto di frenarmi e mi concedo il lusso di "sbagliare". Quindi parlo, ritratto e mi ripeto. Vorrei non avere questa maledetta coerenza e istintività malata, che mi porta ad agire, sempre e comunque, non attenendomi a ciò che la Realtà propone. Vorrei pretendere meno da me stessa e da chi mi sta accanto, ma non ci riesco. Vorrò sempre il massimo. E con questo non intendo nulla di trascendentale. Intendo soltanto avere la possibilità di esprimermi completamente, non lasciare niente di non vissuto. Vorrei essere più clemente nei confronti della parte più introspettiva e idealista di me stessa, dirle che può fare come se io non ci fossi. Invece la comando, le do le mie regole, a cui lei, inevitabilmente e con sempre più prepotenza, si ribella. Lo stesso, identico conflitto, che continua da tempo immemorabile.
Ma...e se invece fosse ora? Ora di lasciare tutto alle spalle, credere nei momenti rivelatori, vivere il tempo come se non fosse tempo, ma uno spazio orizzontale in cui dipingere la vita che vorrei? Senza distinzione alcuna di sonno e veglia, cosciente e incosciente, vissuto o soltanto immaginato. Dare ad ogni attimo la tonalità che voglio, lasciandomi guidare solo da me stessa. Parlare, parlare, parlare, lasciare che le parole e le azioni e i pensieri fuggano dall'ordine prestabilito.
Forse che, immaginare una meta e uno scopo, contiene in parte già il viverli? Sembra tutto così reale, che vorrei raccogliere ogni cosa e posarla nella scatola magica. Porre là dentro anche l'attesa [ché a volte è più emozionante questa che la sua meta].
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